Telemedicina in Farmacia: il censimento di Federfarma

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La telemedicina ha ormai delineato un nuovo contorno nell’assistenza sanitaria, portando con sé un vento di cambiamento particolarmente avvertito nel settore farmaceutico. Oggi parliamo di telemedicina in farmacia: il censimento di Federfarma.

Un recente censimento nazionale promosso da Federfarma ha gettato luce sull’adozione e la diffusione di questi servizi all’interno delle farmacie italiane, offrendo uno spaccato dell’innovazione in atto e della sua capacità di rispondere alle crescenti esigenze di salute della cittadinanza.

La trasformazione ha preso le mosse con l’introduzione del Decreto Legislativo 153/2009 e i successivi decreti attuativi, che hanno sancito la nascita della “Farmacia dei Servizi”. Questa nuova definizione non solo ha ampliato il ruolo tradizionale della farmacia, ma l’ha anche autorizzata a erogare una serie di servizi aggiuntivi, tra cui quelli di telemedicina.

La farmacia si è così trasformata in un presidio sanitario territoriale avanzato, capace di effettuare elettrocardiogrammi, holter pressori e cardiaci, e spirometrie, con la refertazione a distanza gestita da medici specialisti.

Il progetto di Federfarma, partito nel 2016 con 2.000 farmacie aderenti, ha visto un’accelerazione significativa, coinvolgendo oggi oltre 9.000 strutture su tutto il territorio nazionale.

Un incremento che non solo testimonia l’interesse crescente verso la telemedicina ma anche un cambiamento nel paradigma dell’accesso alle cure mediche. La diffusione di tali servizi è stata particolarmente evidente nelle farmacie rurali, dove la distanza dai centri abitati e la non continua presenza medica rendono la telemedicina non solo una comodità ma una necessità.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha ulteriormente sostenuto questo sviluppo, focalizzandosi sulle farmacie rurali. La Missione 6 del PNRR, dedicata alla salute, punta a colmare le disparità territoriali e a integrare i servizi sanitari, identificando la farmacia come un punto nodale per la distribuzione dell’assistenza di prossimità.

La telemedicina in farmacia non solo offre una risposta pratica ai nuovi bisogni di salute della cittadinanza ma si configura anche come una soluzione per riorganizzare i livelli di assistenza territoriale.

In questo quadro, Federfarma ha promosso un censimento capillare, coinvolgendo le oltre 19.000 farmacie italiane per ottenere un quadro dettagliato delle prestazioni erogate o della volontà e disponibilità a implementare tali servizi in futuro.

I risultati del censimento sono stati illuminanti: il 76% delle farmacie interpellate ha contribuito alla survey, con una divisione del 65% in aree urbane e il 35% in aree rurali. Le farmacie hanno espresso la loro posizione attuale nei confronti dei quattro servizi di telemedicina oggetto dell’indagine (elettrocardiogramma, holter pressorio, holter cardiaco e spirometria), segnalando se erogano il servizio, se non lo erogano ma sono disponibili a farlo, o se non sono interessate.

Da un’analisi dei dati emerge che più della metà delle farmacie italiane offre servizi di elettrocardiogramma e holter, mentre la spirometria, benché meno diffusa, vede una grande apertura verso una futura implementazione. Questi numeri non solo riflettono la situazione attuale ma anche la prospettiva di un imminente ampliamento dell’offerta di telemedicina.

Tuttavia, il cammino verso un’assistenza sanitaria uniforme su tutto il territorio nazionale si scontra con le diversità regionali, un ostacolo evidenziato dal segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia. La diversità delle velocità e delle normative regionali si pone in contrasto con il diritto alla salute, garantito dall’articolo 32 della Costituzione. Tobia invoca un superamento di questa disparità, sollecitando un percorso condiviso che possa essere discusso e definito nella Conferenza Stato-Regioni, con l’obiettivo di giungere a decisioni uniformi che pongano la salute degli individui al centro degli interventi.

Il censimento di Federfarma e i dati raccolti sono fondamentali per supportare una programmazione e organizzazione efficace dei servizi di telemedicina, garantendo che ogni cittadino possa beneficiare di un diritto alla salute equo e accessibile. È un chiaro segnale che la telemedicina non è più un semplice ausilio tecnologico ma un vero e proprio pilastro dell’assistenza sanitaria del futuro, che richiede un’azione sinergica di tutte le regioni italiane.

Mentre il panorama della telemedicina si espande, rimane la sfida di rendere omogeneo il livello di servizio su scala nazionale, una sfida che Federfarma è determinata ad affrontare, lavorando a stretto contatto con le istituzioni per garantire che l’innovazione in campo sanitario possa essere accessibile a tutti. Con il sostegno della telemedicina, le farmacie italiane sono pronte a scrivere un nuovo capitolo nell’assistenza sanitaria, dove la tecnologia e l’accessibilità si fondono per offrire servizi di salute avanzati, ridefinendo il concetto di cura e assistenza in Italia.

Nell’ambito della modernizzazione delle farmacie, la telemedicina emerge come un pilastro fondamentale, richiedendo un attento restyling degli spazi e dell’arredamento. La creazione di aree dedicate, equipaggiate con tecnologie all’avanguardia, garantisce un ambiente idoneo per le consulenze a distanza, rispettando la privacy e il comfort dei pazienti. L’arredamento diventa così uno strumento chiave per trasformare le farmacie in veri e propri centri di assistenza sanitaria digitale, in cui il design e la funzionalità si fondono per migliorare l’accesso alle cure e l’esperienza del paziente.

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